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Una piccola storia di Pasqua

aprile 4, 2015

Una celebre pasticceria della mia città nel periodo pasquale faceva, e fa tuttora, delle paste sfoglia a forma di agnello, molto buone. Una leggera glassatura all’esterno le rendeva dorate, tipo colore dell’arrosto; la mamma quand’era stagione me ne dava sempre una per fare merenda a scuola. E dunque durante l’intervallo io sto mangiando la mia merenda quando la blatta maestra mi fa: Cosa stai mangiando? E io rispondo: l’agnello. E lei tutta schifata dice, l’agnello! Questo qui mangia l’agnello a merenda! Ma guarda se si può! Mangia l’agnello, mangia l’agnello! Io non le dico Ma no, Signora Blatta, è una pastarella a forma di agnello; perché dopo una certa età è giusto che le persone ignoranti restino tali e continuino a fare le loro figure di merda fino ad un auspicabile tracollo mentale. Mi sbagliavo, perché stava arrivando il Sessantotto con la fantasia al potere e più figure di merda fai e meglio è, e la  gente da quel momento in poi non ha più tollerato le spiegazioni. Ma ogni tanto mi piace pensare alla vecchia blatta nell’ospizio che racconta come un vecchio reduce dell’Africa Orientale Italiana: e quel maledetto alle dieci di mattina si mangiava l’arrosto di agnello, si mangiava.

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2 commenti
  1. Nel sessantotto sarei stato perfetto.

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